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Appuntamento al buio.
In un periodo della mia vita la depressione si e' affacciata alle mie spalle, con le sue gelide mani: una delusione d'amore, tanto piu' forte perche' giunta dopo tanti anni di convivenza, mi aveva messo duramente a terra. Ho sentito il bisogno di avviare dei nuovi rapporti di amicizia, per risollevarmi dal mio dolore. E cosi', sera dopo sera, ho iniziato a collegarmi ad internet ed a girare per forum e chat, chiacchierando del piu' e del meno con tutte le persone che trovavo. Ho fatto incontri virtuali di tutti i tipi, naturalmente, come ben sanno tutti quelli che come me hanno gironzolato nel mondo di internet; ma ho anche avuto una storia stupendamente erotica che non avrebbe potuto aver luogo in un modo diverso.
Dunque un pomeriggio ero a chattare come al solito, quando ho ricevuto un'invito a parlare in privato. Non mi sono mai rifiutata ad incontri ravvicinati, per cui ho accettato volentieri ed ho iniziato la conversazione con un uomo che si e' presentato come Roberto. Con mia grande meraviglia si e' dimostrato una persona molto cortese e colta, con interessi simili ai miei ed i nostri discorsi hanno spaziato tra arte e letteratura.Al momento di lasciarci Roberto mi ha dato un numero di cellulare, il suo, e mi ha invitata a chiamarlo subito. Un po' divertita ed un po' incuriosita l'ho fatto e una voce calda con un leggero accento del nord mi ha decisamente dichiarato di volermi conoscere. Sono rimasta stupita da una tale volonta' ma anche imbarazzata dall'invito. Alla fine ci siamo lasciati dandoci appuntamento per il giorno dopo. Cosi' e' iniziata la nostra conoscenza virtuale, io ho parlato della mia storia finita male, delle amicizie fatte in chat, del mio desiderio di ricominciare a vivere e lui, a sua volta, della sua vita, del matrimonio naufragato con una donna che pero' gli era ancora vicina perche' non voleva perdere il suo status sociale. Infatti Roberto, come pian piano ho scoperto, era un importante uomo d'affari che per lavoro si spostava frequentemente per l'Italia ed all'estero.I nostri discorsi erano brillanti ed intriganti:magari iniziavamo parlando di pittura e poi il ragionamento scivolava in argomenti sensuali. Una volta siamo stati ore a parlare delle sensazioni che provavo indossando le calze autoreggenti, sentendo la carne nuda della coscia che fregava contro la stoffa della gonna, e della diversa sensazione avuta portando i pantaloni. Lui mi raccontava delle sue esperienze con il suo primo amore o con altre donne. Questi discorsi mi infuocavano il basso ventre e uscivo dalle nostre conversazioni bagnata e piena di desiderio.Finche' un giorno, quando i nostri incontri virtuali avevano preso una cadenza giornaliera, Roberto mi ha fatto una altra proposta, nello stesso modo deciso con cui mi aveva detto di volermi conoscere la prima sera. Lui mi ha detto che la mia sensualita' lo intrigava sempre piu' e che non poteva resistere piu' senza conoscermi, per cui, dato che dopo una settimana sarebbe venuto nella mia citta' per il suo lavoro, era giunto il momento di incontrarci. Dentro di me il desiderio si fondeva con la paura di non piacergli: contrariamente ai frequentatori della chat noi non ci eravamo mai descritti, ne' guardati in cam. Nella settimana che ci restava abbiamo sviscerato in tutti modi il nostro primo e forse ultimo incontro: era autunno inoltrato, la sera la nebbia calava sulla periferia della citta'. Noi ci saremmo incontrati all'uscita della tangenziale, in un posto dove parcheggiano i camion ed io sarei stata vestita con gonna e camicia e, al posto delle autoreggenti, un reggicalze con calze velate con la riga ma, soprattutto, niente biancheria... Lui si sarebbe seduto in auto, con lo sportello aperto ed io mi sarei chinata su di lui ed allora le sue mani sconosciute si sarebbero infilate nella camicia e mi avrebbero toccato il seno... La mia fica a questo punto dell'immaginazione grondava umori e non vedevo l'ora di essere con lui. D'altra parte temevo che l'incontrarci potesse far rompere l'incantesimo e far finire tutto in un attimo. Roberto mi diceva di non preoccuparmi, lui inseguiva l'erotismo, non il sesso, per cui si dichiarava gia' soddisfatto della ventata di calda sensualita' che si creava tra di noi nei nostri racconti, e che quindi sarebbe stato comunque felice di conoscermi dal vivo. Infine e' giunta la sera che aspettavo con trepidazione, dopo essermi lavata e massaggiata con creme profumate ho infilato le mie calze con la riga ed una gonna al ginocchio con un piccolo spacco sul dietro. Una camicia con una scollatura profonda nascosta da una sciarpa di seta completava l'abbigliamento. Indossato un soprabito ampio e scarpe con tacchi a spillo sono stata pronta per partire. Il cellulare e' suonato e la voce di Roberto mi ha sussurrato che stava partendo dal suo albergo; sono partita anch'io e dopo poco ero parcheggiata al posto stabilito. Macchine in circolazione ce ne erano molte poche ed io sussultavo al loro passaggio. Ad un tratto una figura e' comparsa davanti alla mia auto, un volto sorridente, diverso da quello che pensavo potesse avere, ed una voce, la sua voce, che mi chiamava.... Sono scesa come in trance, lui mi ha stretta e baciata sulla guancia e poi ci siamo avviati alla sua auto, parcheggiata un po' piu' avanti e li il miracolo si e' compiuto. Roberto si e' seduto, io ho alzato una gamba e poggiato il piede sul predellino e, guardandandolo negli occhi, gli ho detto di toccarmi. La schiena mi vibrava mentre guardavo la sua mano che, tremando leggermente per l'eccitazione, scansava la sciarpa ed apriva maggiormente la scollatura e poi mi toccava prima un seno, poi l'altro, sfiorandomi i capezzoli sodi e ritti per il desiderio. E poi la stessa mano mi ha sollevato l'orlo della gonna, nascosto dal soprabito, mentre l'altra toccava il reggicalze ed io sentivo rivoli di umidita' che scendevano tra le cosce, fino a che prima un dito, poi tutti mi sfioravano e palpavano ovunque. La mia fica ribolliva tutta e lui si e' dedicato a lei con impegno prendendola tra le sue mani ed aprendola a trarne tutti gli umori. Odorava le sue mani e le faceva odorare anche a me e poi mi toccava di nuovo il seno e la fica contemporaneamente e poi mi stringeva i capezzoli tra le dita facendomi sospirare di desiderio. E nel fare tutto questo mi parlava e mi diceva che eravamo stati sciocchi ad aver paura che la conoscenza potesse avere dei risvolti negativi e che io ero sensuale proprio come lui pensava che fossi. Ad un certo punto mi ha fatto salire in macchina e ci siamo spostati in un punto dove la nebbia era piu' fitta. Siamo scesi ed io mi sono inginocchiata sull'asfalto, davanti a lui che aspettava la mia bocca. La lampo abbassata velocemente, le mie mani sentono una massa dura che al mio tocco spunta prepotentemente dall'apertura del pantalone, il suo cazzo pronto ad essere succhiato, stretto tra la lingua ed il palato. I suoi mugolii mi danno il tempo, succhio ed aspiro il suo cazzo che mi riempe la bocca sempre piu' e lo sento vibrare ed ingrandirsi fino a quando diventa piu' duro ed inizia a zampillare. Bevo il suo succo con voglia e desidero tenerlo sempre caldo nella mia bocca. Roberto si china, mi prende per le mani e mi rialza, mi bacia e mi stringe. Una coppia di fari ci illumina e noi risaliamo in auto e ripartiamo. Quello che e' successo dopo, scusate tanto, ma e' un'altra storia.

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