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Claudia...vacca diciottenne
Scritta da: Allorbert (8)

Claudia, 18 anni, castana, alta un metro e sessantasette, occhi chiari e capelli con una frangia non lineare, un viso non splendido, corpo perfetto per i miei gusti, ragazza in carne, quarta di seno, pancetta appena accennata, culo alto e carnoso, due belle coscione.
Io ho 21 anni, lavoriamo insieme a un progetto in un’associazione che si occupa delle tradizioni del territorio.
Mi viene dato l’incarico di fare una sorta di resoconto sulla serata folkloristica avvenuta la domenica appena passata, Claudia era a quella festa, decisi di farmi aiutare da lei, ma avevo già il mio piano.
Il suo ex, Giovanni, poco tempo prima, la sputtanò davanti a noi in una serata d’estate davanti a una birra, raccontandoci di quanto fosse porca nonostante l’aria di santarellina, e ci confessò che voleva essere chiavata tutte le sere e se ciò non avveniva si masturbava in camera, chiamando certe volte Giovanni, e facendo sentire quanto godeva. Ci raccontò che a letto era sboccata, mentre veniva scopata diceva le cose più luride e volgari, ci disse che lo volevo in tutti i buchi, che le piaceva urlare e che amava fare la padrona e farsi leccare i piedi, insomma una vera e propria troia con l’abito da monaca.
Era un lunedì di metà novembre, si sentiva il primo freddo, ci eravamo dati appuntamento alla sede dell’associazione nel primo pomeriggio, io arrivai cinque minuti prima, accesi il pc e la aspettai, lei giunse puntuale, non vedevo l’ora di sbattermela, indossava un giubbino nero con jeans ficcato negli stivali neri col tacco, entrò sorridendo e ci mettemmo subito a lavoro. Scrivendo ci ricordammo di una ballerina particolarmente esibizionista, che nonostante era vestita con abbigliamento di inizio novecento, mostrava un seno prosperoso, facendo girare la testa ai maschi, io esclamai “quella tettona domenica ci ha fatto rincoglionire” Claudia con aria di chi non si sente meno rispose “non è l’unica ad avere le tette così, solo che lei le mostra” io presi la palla al balzo “lo so che tu non sei da meno, pure tu fai parte del club delle tettone” lei sorrise e mi diede un buffetto sulla schiena, non è prima volta che facevo battute spinte con lei, e lei non si è mai arrabbiata, anzi appariva contenta ai complimenti. Continuammo a battere al pc, cercavo di essere il più celere possibile, facendo infatti un lavoro non eccelso, ma avevo altro per la testa. Claudia si tolse il giubbotto, indossava un maglioncino color giallo autunnale, io scrissi l’ultimo paragrafetto e mi alzai dalla sedia e dissi lei di leggere, mentre si accomodava sulla mia sedia, io prendevo posto sul divanetto che era dalla parte opposta della stanza. Lei finito di leggere salvò tutto e si alzò dalla sedia, io chiesi “hai da fare?” lei mi guardò con il solito sorriso e rispose “no, perché?” io battendo la mano sul divano dissi “bè allora siediti qua che parliamo un po’” non era prima volta che chiacchieravamo io e Claudia, due anni prima sapevo di una sua cotta per me, ma all’epoca ero fidanzato e soprattutto non sapevo le sue attitudini sessuali, quindi se anche per le donne vale che le cotte comunque restano sempre, provai a farmi avanti con il mio fare da paraculo aiutato da un fascino che modestamente posseggo e che riesce ad ipnotizzare le donne più volubili, figuriamoci un’amante del cazzo che pochi anni prima bramava di desiderio per me.
Sapevo che si era lasciata da poco con un ragazzo, la buttai su quell’argomento e la condussi al capitolo sesso con successo, mi raccontò “lui era un po’ apatico a letto, insomma a 19 anni non aveva una gran fantasia” io mi inserivo nel discorso con domande che calzavano a pennello “perché a te piace la fantasia?” chiesi con sorriso malizioso, lei sorrise e con un po’ di imbarazzo rispose “bè si, cioè cavolo siamo diciottenni, se non ci divertiamo ora” io con fare sempre più insistente continuai “ma cosa intendi con fantasia?” lei sorrise ancora e sempre con un filo di imbarazzo rispose “vuoi che ti faccia il disegnino?” io assestai l’ultimo colpo “ma che disegnino, dimostramelo” e così dicendo morsi il labbro inferiore e la guardai dritta negli occhi, lei abbassò lo sguardo e allora feci il primo passo, voleva solo la spinta, le toccai il seno da sopra il maglioncino e andai dritto alla bocca, la baciai e lei rispose aprendo la bocca e facendo scivolare la mia lingua, ci intrecciammo, mi spostai subito tra le sue gambe, le alzai il pullover toccandole le tette, erano stupende, le tolsi la maglia e mi tuffai tra le bocce abbassandole le brettelline e a seguire il reggiseno, leccavo i capezzoli duri mentre lei iniziava già ad ansimare sollecitandomi a levarmi la maglia, lo feci velocemente e mi rituffai nelle tette, mordendo, leccando e stringendo.
Sentivo che era già calda tra le gambe, scesi con una mano sui jeans sbottonando il bottone e abbassano la cerniera, mi intrufolai con la mano nelle mutandine, era un lago. Abbassai velocemente i jeans sfilandole gli stivali, lei mi guardava eccitata, era rimasta completamente nuda con un perizoma celeste chiaro, le dissi “girati e fammi vedere che bel culetto hai” lei sorrise e si mise a pecora appoggiata sullo schienale del divano, mi chinai dinanzi a tanta grazia e iniziai a leccare e mordere il culo.
Durò poco, le abbassai immediatamente gli slip e la misi a gambe divaricate accanto a me seduta sul divano, aveva una fighetta ben curata con una striscetta di pelo, iniziai a farle un ditalino con l’intenzione di farla venire, le massaggiavo velocemente il clitoride facendola subito ansimare “uuuh mmm” si divincolava perché aveva paura di venire troppo presto, ma io continuavo e le parlavo “stai ferma troietta, dove vuoi andare?” lei in preda all’eccitazione rispondeva “sul tuo cazzo” io a quella risposta mi eccitai ancora di più e sditalinavo più forte e lei di conseguenza godeva ancora di più “lo vuoi il mio cazzo?” chiedevo “si si dammelo, impalami” io continuavo più forte, era vicina all’orgasmo “sicura che vuoi solo me? Non è meglio un branco di neri arrapati?” lei fantasticava “quanti neri?” io risposi “cinque” lei godeva come una matta all’idea di essere scopata da cinque cazzoni neri e diceva con affanno “mmm si stuprata da cinque cazzi neri belli grossi” io la incitavo “e dove gli vuoi sti cazzi?” lei rispondeva senza vergogna “uno in fica uno in culo e uno in bocca e gli altri due gli sego mmm” stava venendo “e poi mi faccio riempire di sborra tutto il corpo uuuuuh aaaaah che goduria mmm” e venne con forti spasmi stringendosi tra le mani le tettone.
Si accasciò per appena pochi secondi, poi mi sussurrò “vai a chiudere a chiave la porta, voglio trombare per tutto il pomeriggio” mi alzai immediatamente, ero arrapato al massimo, il cazzo mi esplodeva nei pantaloni, tornai nella stanza e arrivato davanti a lei si avventò sulla cinta, mi abbassò i pantaloni e togliendomi velocemente le scarpe rimasi solo con i boxer. Iniziò ad accarezzarlo da sopra la stoffa, lo leccò, poi lo uscì fuori e iniziò a spompinarlo per bene inginocchiata sul divano dopo pochi minuti mi ordinò di stendermi sul divano, mi tirò via i boxer e si mise nella classica 69, ma appena mi avvicinai alla figa con la lingua mi gelò “no niente figa, voglio che mi lecchi il buco del culetto” feci un bel servizio, mentre lei me lo menava con maestria, era una gran pompinara. Una volta inumidito per bene il culo mi disse “bravo il mio schiavo, ora ficcami un dito in culo e fai godere la tua padrona porcona” non mi feci pregare, lo ficcai con dolcezza e una volta dentro la stantuffai prima con il medio, poi con l’aggiunta dell’indice, ai primi gemiti di quella troia venni improvvisamente inondandole la faccia con fiotti violenti “mmm quanto è buono” mi leccava tutta la cappella con tanto di risucchio, me pulì l’uccello per bene. Finito il servizio mi ordinò di fermarmi e si alzò in piedi sul divano, io restavo steso, iniziò a camminarmi sul busto, mi guardava con aria da puttana, giunse fino al mio capo e appoggiandosi con un piede, con l’altro insinuava la mia bocca, io lo accolsi con piacere e lo leccai per bene, uscendolo dalla mia bocca lo strofinava sul mio viso e mi diceva arrapata “scommetto che ti eri studiato tutto eh?” io rispondevo a stento con il piede che strusciava con forza sul viso “certo, sapevo che avresti ceduto” Claudia continuava “te l’aspettavi che fossi così troia?” io risposi “volevo le conferme, sotto quell’abito da santarellina avevo notato l’aria da puttana” lei fece un ghigno facendo sempre più pressione col piede “pensando a te mi sono fatta i migliori ditalini” disse “penso sempre a quando eravamo a mare un anno fa con la comitiva, immagino di essere scopata dietro una duna in pieno giorno” io narcisista come sono, restai estasiato a quelle parole “sei proprio una gran porca” le dissi, lei a quelle parole si fece cadere giù sbattendomi la figa in faccia e strofinandomela “esci la lingua” disse tutta infoiata, lo feci, iniziò a scoparmi prendendomi per i capelli “fai diventare duro il tuo bel cazzo che voglio essere trombata a dovere” e così dicendo saltava come una pazza accontentandosi della mia lingua che toccava ogni angolo del suo sesso, l’odore di fregna fradicia mi eccitava, ma mai quanto le sue parole “uhmmm siii che maiala che sono, sono una maiala puttana, mmm” a quelle parole iniziò a riprendere le forze il mio membro “segamelo un po’” dissi “così ti sbatto per bene” Claudia non ci pensò su due volte, si alzò velocemente e si avventò sul mio cazzo “non smettere di ficcarmi la lingua” disse con aria minacciosa, allargandole la pagnotta leccai ficcai la mia lingua rigida, lei segava e pompava il mio bastone dicendo “questo cazzone tra poco mi fotterà, voglio essere fottuta, sono una vacca, una vaccona, uhmmm” il cazzo era rigidissimo “bene mi sembra che sia tornato sugli attenti” si alzò, mi fece spostare e si piantò davanti a me con le gambe spalancate e alzate mantenendosi le coscione con le mani, arrapata a mille quasi mi pregò “impalami, scopami con tutta la forza che hai” io in piedi davanti a lei trovai la posizione più comoda e assestai un colpo secco, il cazzo entrò immediatamente tutto di un colpo, era bagnatissima “aaaah” esclamò subito, iniziai a pomparla con forza, lei mi guardava dritto negli occhi, era l’espressione del godimento puro, diceva a denti stretti “fottimi stallone, sono la tua cavalla imbizzarrita” abbandonava la testa all’indietro con la bocca aperta, io per metterlo tutto dentro mi avvicinai ancora di più avvinghiandomi al suo culo mettendo le mani tra il cuscino e la carne, ora spingevo di meno ma sentiva costantemente tutto il cazzo all’interno della sua figa. Così vicini facevamo intrecciare le nostre lingue, lei mordeva il mio petto e leccava i miei capezzoli, fin quando non volle cambiare posizione “voglio cavalcare sulla tua asta” uscii il mio pene gonfio e fui felice di mettermi così, sia perché mi avrebbe sbattuto le sue tettone in faccia, sia perché potevo stringerle il culo come meglio volevo, sia perché in quella posizione ritardo a venire. Ero seduto sul divano con l’asta in tiro che aspettava solo di divenire il palo del divertimento di quella zoccola, lei tutta nuda davanti a me, si alzò sul divano, si accovacciò, e senza l’aiuto delle mani si fece impalare dal mio cazzo iniziando a cavalcare, era davvero imbizzarrita, una furia, saltava e con lei anche le sue tette che sbattevano sul mio viso, ogni tanto le fermavo per leccarle e morderle, le stringevo il culo, c’era tanta carne, la schiaffeggiavo e la insultavo “cavalca puttana, cavalca puttana” lei in preda al godimento assoluto non rispondeva, allora decisi di scendere col bacino fino a rimanere col bacino sospeso e con le sola schiena che poggiava sul divano, raggiungevo la massima penetrazione e acchiappandole il culo e fermandolo mentre pompavo col cazzo velocemente, iniziò ad urlare, stava per venire “aaaaaaah uhhhh che bellooooo, spingi spingi, vengo vengoooooo” le diedi altri colpi dopo l’orgasmo e non capì nulla urlando come una dannata. Finito l’effetto mi disse “vieni al più presto anche tu che poi voglio ricominciare” la feci alzare e la feci mettere in ginocchio per terra posando un cuscino per non farle sentire il freddo dei mattoni, mi misi davanti a lei con il cazzo duro come una roccia e pieno dei suoi umori, lo ficcai in bocca e bloccandole la testa per la nuca, la scopai in bocca non concedendole alcun respiro, averla li come un schiava mi eccitava un sacco e infatti ci misi poco a venire “oh siii schiava del cazzo, ti riempio di sperma, ti voglio far affogare” e dando le ultime botte violente sentii la sua gola e lo sperma che la inondava, tirai fuori il cazzo, lei fece un lungo respiro come se fosse stata in apnea, con la bocca aperta colma di sborra che colava, si gettò sul mio cazzo e lo glassò del mio seme, riempiendolo tutto ma riprendendoselo fino all’ultima goccia leccandolo tutto mentre iniziava ad afflosciarsi “quanto mi piace il sapore della sborra” disse continuando a leccarlo e ciucciarlo “a me piace il sapore del cazzo dopo una sborrata, sentire la cappella ancora maleodorante e succhiarla” e spingendomi verso il divano disse “siediti che voglio fartelo tornare duro duro” io sorrisi e dissi “dammi almeno un po’ di tregua” lei con gli occhi iniettati di perversione senza aggiungere altro prese il mio cazzo ormai floscio nella bocca e iniziò un pompino stupendo, sentivo ancora le ultime gocce di sperma che uscivano e lei già me lo stava pompando per una nuova chiavata. Per dieci minuti non proferì verbo, succhiava e leccava sentendolo crescere nella sua bocca, stava tornando in tiro e sentivo un po’ di dolore essendo ancora indolenzito, lei vedendolo quasi pronto si mise in piedi e mi fece stendere, mi posizionò il culo in faccia e girandosi disse “lubrificami per bene il culo che tra poco me lo devi fottere fino a farmi male” sorrisi e mi misi a lavoro, le allargavo le chiappe e leccavo avidamente roteando con la lingua su tutta la rosellina, poi allargavo il buco e ci sputavo dentro più volte, entrando col pollice, lei intanto me lo pompava con lentezza. Quando vidi che era pronta per farsi chiavare da dietro le dissi “girati che ti voglio sfondare” lei si girò e si mise a pecora sul divano poggiando la testa sul bracciolo, io mi innalzai sopra di lei e dopo averle leccato per l’ultima volta il buchetto, posizionai la cappella e dopo una piccola spinta lo feci andare tutto dentro sentendo il suo piacere “aaaaah dai ora sfondami” spinsi come un dannato, ci davo che ci davo, si muoveva tutto il divano, lei da sotto non era impazzita di piacere “ooooooh che mazza che hai, dai spingi stallone spingi, fottiti sta cavalla infoiata oooh uuuh” io rispondevo schiaffeggiandole il culo “ti piace eh puttana troia, sei una lurida rotta in culo” lei godeva con respiro affannoso, era in estasi “oh siiii sono una vacca, dimmi che sono una vacca” io stantuffandola ora con più velocità rispondevo “si sei una vaccona da monta, bella cosciona mia” la prendevo per le coscione e la sbattevo a più non posso finchè non venne urlando “oooooh aaaaah rompimi il culo, rompimi il culo aaaaaah” io visto che avevo raggiunto il mio obiettivo la presi di peso senza uscire il cazzo e la feci accomodare spalle a me seduta sul mio pene, spostandomi con il bacino verso il basso così da spingere con più vigore, le alzai le gambe verso l’alto e la ricominciai a chiavarla.
Ormai era tutto un grido, ogni botta era godimento, venne più volte, io le stringevo le tettone e col bacino la scopavo, poi portai una mano verso il clitoride e iniziai a giocarlo, la sentii gemere ancora più forte, le piaceva, senza dirmi una parola mi riportò le mani sulle tette e si occupò lei personalmente della sua figa, si masturbava con entrambe le mani, con una sfotteva il clitoride e con tre dita faceva velocemente entra ed esci dalla figa, io iniziai a scoparla più forte sentendo di essere vicino al venire ed essendo esausto, Claudia urlò più forte e si batteva sul clitoride velocemente con le dita, stavo venendo mugugnai “aaaah aah” lei capì e disse “riempimi tutto il culo” sborrai copiosamente, uscii il cazzo e lei raccolse tutto ciò che usciva dal suo buco con le dita leccando ogni goccia, poi finito col culo venne al mio cazzo ripulendolo per bene. Esausti sul divano dissi “sei proprio una gran vacca da monta, tu devi essere scopata tre volte al giorno bella mia” lei ancora in estasi per la scopata disse “diventerai il mio fattore, verrai a mungere questa vacca ingorda di cazzo ogni santo giorno, se vuoi anche stasera”.
Ci rivestimmo e la accompagnai a casa, erano le sei e mezza, alle nove ci rivedemmo….

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