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Come le onde del mare.
Come le onde del mare.
Inverno, piove ..il vento fischia fioco ai finestrini della macchina.
Era il primo appuntamento avevo deciso di trascorrere un pomeriggio sulla spiaggia … ma non è andata bene il tempo è peggiorato, lei se ne stava in silenzio infreddolita.
Ora che faccio - pensai – non ho voglia di rimandare.
Appoggiai le braccia sul volante e volsi lo sguardo su di lei.
E’ carina, mora capelli a caschetto che le ricoprivano la parte destra del viso, occhi verdi quasi a mandorla, direi leggermente truccati con sfumatura turchese, corpo esile, la camicetta viola leggera sotto la giacchetta di jeans, mostravano le forme di un seno turgido dal freddo.
Dal vetro della macchina, come l’avevo parcheggiata, si vedevano getti di spuma bianca del mare in tempesta la pioggia era fine quasi invisibile se non avessi avuto in mente altro direi che il panorama era stupendo.
Che meraviglioso panorama – pensò lei – amo il mare d’inverno, ma lui non mi sembra felice a cosa penserà.
Devo fare qualcosa non posso stare qui tutto il giorno – pensai – il bar più vicino è lontanissimo.
Mi butto.
-Lisa ti và di vedere il mare da vicino dicono che lo iodio delle giornate in tempesta faccia bene?
Lei restò in silenzio.
Bene almeno ci ho provato, a casa! – pensai –
Ci sto! Disse lei squarciando il silenzio.
E vai ! prendo l’ombrello, scelsi quello piccolo naturalmente.
Nonostante il vento e la pioggia andai veloce allo sportello e l’aiutai a scendere, prendendole la mano e stringendola al mio braccio, era freddo, ma l’eccitazione del momento non mi ci faceva pensare in più quei jeans stretti ed attillati mi piacevano veramente .
Eravamo sulla battigia le onde del mare schizzavano schiuma bianca, i gabbiani li sentivo erano lì a caccia.
Poi all’improvviso un onda eccezionale ci investì in pieno risucchiandoci verso le onde, il fragore era eccezionale e gli schizzi quasi mi accecarono impedendomi di respirare per qualche secondo.
Reagii veloce e mi gettai su di lei per proteggerla, cademmo un paio di metri più avanti ma salvi.
Ero disteso, sentivo la sabbia sotto di me, chiusi gli occhi non vedevo nulla, ero...fradicio, non avevo niente di asciutto
il vento mi frastornava..e gonfiava peggio di così
lei la sentivo era lì anch’essa sdraiata..tutto a posto, credo, non avevo il coraggio di guardarla negli occhi.
Bella figura – dissi -
Grazie – disse Lisa –sei un cavaliere.
Si girò verso di me e appoggiò le labbra sulle mie, stava per staccarsi, ma io la trattenni per un braccio ed insinuai la lingua in quella bellissima bocca chiudendo gli occhi,
ricambiò, fu un bacio estremo le lingue si toccavano con le punte contorcendosi come anguille impazzite e quasi non respiravo dall’emozione.
Mi prese la mano e la poggiò sul suo seno, lo sentivo durissimo ed i suoi capezzoli turgidi come spilli, ormai li avevo in mano.
ma le bocche non si staccavano.
Presi la sua mano e la portai in basso su i pantaloni per farglielo sentire, appoggiò la mano ne sono certo lo sentiva, mi facevano quasi male talmente era eretto e duro, ma lei lo massaggiò..poi non so come…lo liberò!
i bottoni erano aperti e lei lo aveva in mano, le dita erano alla radice, potevo sentire il vento freddo e la pioggia che lo bagnavao e la cosa mi eccitava ancora di più.
Stringendolo con fermezza iniziò a scuoterlo forte e massaggiarlo dal basso verso l’alto, prima piano poi più veloce, dal basso verso l’alto dall’alto verso il basso, il ritmo continuo, su e giù, su e giù, su e giù, godevo veramente di quella mano che freneticamente mi stava masturbando.
Dai si !– farfugliai.
Lei si staccò dalla mia bocca e spostò la testa, in basso, lo sapevamo tutti e due dove stava andando.
Tenendo stretto il mio membro con tutte e due le mani, smise per un attimo di massaggiarlo.
Sentii l’acqua ed il vento che scorrevano su tutta la sua lunghezza, poi d’improvviso il caldo meraviglioso lo inondò in un abbraccio di umori, lo sentivo.
La sua bocca calda lo avvolse, è una sensazione meravigliosa, inarcai il ventre per darglielo proprio tutto, si fino in fondo alla gola lo volevo.
Lo teneva stretto, e con l’interno delle labbra scorreva la mia asta dal basso verso l’alto per poi succhiarne con una forza incredibile la punta, la cappella si estendeva, credo, quasi a volerla risucchiare in se.
Si fermò sulla punta del pene baciandolo e succhiando ad un ritmo vorticoso aiutandosi con le mani in un movimento forte, lo stringeva in basso e lo succhiava…
quando risucchiava con la bocca verso l’alto lo tratteneva con le mani in basso, quasi a volerne solo la punta,
tirava verso l’alto, lo teneva in basso, ma lo succhiava, succhiava, succhiava, un succhio veloce, senza pause, senza movimenti strani ma solo forti, decisi e un risucchio continuo che mi stava dilaniando……
vengo…dissi! –
lei aumentò ancora di più la velocità e strinse ancora più forte, il succhio della bocca veniva aiutato dalla lingua che si insinuava come un vortice dove poteva e succhiò, succhiò, succhiò potevo sentirla, immaginarla ..poi la durezza del pene ed i miei movimenti lo fecero capire
.. non potevo resistere ..lo so, voleva ..voleva il suo premio..
Mi lasciai andare in un onda interna, la sentii uscire,
mi si contrasse lo scroto dalla forza,
gli venni in bocca con schizzi potenti uno, due , tre, quattro..
si era fermata un attimo per assaporare quell’onda bianca in tempesta
..un mal di testa mi sconvolse,
ma lei non mollava continuava imperterrita a succhiarlo, voleva fino all’ultimo umore e lo frizionava e tirava verso l’alto con le mani velocemente, velocemente..non avevo più nulla
..buttai esausto il busto e le mani a terra ..meraviglioso..ero sfinito.
..il mio orecchio udì delle parole…non so se fosse il vento o lei ..che dicevano ..so fare anche di meglio…vedrai..

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