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FESTA TRA AMICI
Siamo tre colleghi, io, Gianni e Marco, quarantacinquenni, sposati, con rispettive mogliettine coetanee. Si è sempre parlato tra di noi di varie cazzate, ma mai nessuno ha passato il limite, ipocritamente facciamo finta di essere tutti bravi e buoni.
Le nostre care mogliettine, hanno tra di loro un buon rapporto di amicizia. Insieme andiamo a mangiare la pizza, al cinema, ecc.
Un paio di settimane addietro, mentre tutti e tre parlavamo di cazzate, Gianni disse che voleva festeggiare il suo 20° anniversario di matrimonio in modo diverso. Voleva che andassimo tutti e tre le coppie nella sua casetta al mare, da soli, lasciando figli, cani, e quant’altro a casa. Si decise per il sabato sera di organizzarci, Marco lanciò un’idea: perché non trasgrediamo un po’ alle regole, facciamo vestire le nostre donne un po’ osé e vediamo di creare una serata un po’ diversa.
La parola un po’ osé comincio ad insinuarsi nelle nostre menti. Che vuol dire osé dissi a Marco? Lui un po’ malizioso rispose: si insomma con gonne corte, autoreggenti, insomma osè. Ok ho capito risposi. Ragazzi, disse: stiamo attenti che potrebbe succedere quello che tutti pensiamo e non abbiamo il coraggio di dire. Tutti e tre ci guardammo come se dovevamo attuare chissa quale misfatto. Allora la decisione fù quella di parlare e far capire alle nostre care mogliettine il progetto della serata. Capirono benissimo, specialmente la mia. Il sabato sera arrivammo in quella casetta al mare che sembravamo di andare alla scala, eleganti, le care mogliettine tutte in gonne, super truccate, tacchi alti, e sotto non si sapeva cosa avevano messo. Dopo aver mangiato una torta e bevuto qualche bicchiere di spumante, a Gianni venne l’idea di ballare e abbassando le luci, inserì un cd nello stereo. Incominciammo a ballare stretti e cominciò il gioco, mia moglie iniziò lo scambio, ballando con Marco e così via. In quel ballo ad ognuno di noi era cominciato a rizzare il cazzo. Marco riempiva bicchieri in continuazione insomma l’atmosfera si era surriscaldata.
Le risatine e gli ammiccamenti erano visibili, Le tre troie, avevano capito bene cosa si prospettava. Dopo un po’ si era innescato una voglia enorme di toccarci leccarci baciarci. Alla moglie di Marco venne la voglia di fare uno gioco, il gioco della bottiglia. Ma un gioco strano, prese una bottiglia vuota e la mise a terra, impose a noi uomini di sederci sul divano, è di fare i giudici. Ubbidimmo. E’ un gioco per noi donne disse. Si alzò la gonna, si tolse il perizoma e a cosce larghe come se stesse pisciando cominciò ad infilarsi il collo della bottiglia nella figa. Si sedette sopra, vediamo chi è capace di farsela entrare di più senza toccare la bottiglia. Vedevamo quella figa aperta, e quella bottiglia che entrava lentamente. Ad un certo punto si ferma, e segna con un rossetto il collo della bottiglia fino a dove era entrata. (Noi esterrefatti guardavamo Marco, che sembrava un ebete). La moglie di Gianni si era già tolta le mutande, e mostrando quella figa contornata dalle calze autoreggenti, nello stesso modo si infilò la bottiglia nella figa, disegnando con il rossetto la nuova meta, era riuscita a farsene entrare un pò di più. Mia moglie non aveva messo il perizoma era già pronta, allargandosi le cosce, si posizionò bene e pian piano cominciò a farsi entrare quella bottiglia che sprofondava lentamente passando il segnale. Era lei la vincitrice del gioco. Noi eccitati cominciammo a tirare fuori i cazzi che pulsavano duri come l’acciaio. Allora mia moglie tirò fuori dalla borsa tre bende nere, ci bendarono e ci fecero rimanere seduti sul divano imponendoci di non togliere le bende assolutamente. Si avvicinarono a noi sentivamo le loro risate e si misero a spompinarci, e non capivamo più, quale bocca in quel momento succhiava i rispettivi cazzi. Dopo un po’ sentimmo un borbottio parlavano tra loro. E sentimmo che si stavano sedendo sopra i nostri cazzi, sentivamo quelle fighe bagnate dove sprofondavamo in un piacere delirante. Quando le tre troie vennero, ci cominciarono a masturbare fino a farci venire e sentivamo le lingue che pulivano tutto. Ci tolsero le bende è tutte e tre guardandoci in faccia, dissero: Vi siete divertiti? Ebbene nessuno parlò di quella serata, ma la decisione è quella di ripetere un’altra festa. Anche perché ci eravamo veramente divertiti.

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