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Sverginato dalla mia collega Cristina, senza preservativosono un cuckoldingoio tuttoIo e l'amica di famiglia, la mamma del mio amicola bagnina ha mantenuto la promessaLa prima volta a 3. Si gode come non mai.io, mia sorella e mia zia...bagno turco 2013
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Galeotto fu il libro
Dato che questa è davvero una storia vera non vi imbroglierò con cazzi da 24 centimetri e tette della quinta misura. Io ho un cazzo veramente medio, da 14 centimetri, ma nessuna ragazza si è mai lamentata, anzi…
All’epoca incameravo un po’ di soldi facendo lavoretti in una tipografia; quel giorno mi misero a correggere le bozze di due libretti insieme a Lisa (la chiamerò così), una studentessa figlia di uno dei titolari. Lisa non era male di viso, ma di corpo non era proprio il mio tipo: un po’ troppo “morbida” (per non dire grassoccia).
Ci mettemo nella stanza in fondo, dietro agli archivi, per stare tranquilli, e ci mettemmo al lavoro: prima sbrigammo un libretto per bambini soprattutto di disegni, con le storie di un coniglietto (o una tartaruga, o un altro animale), poi ci trovammo a correggere un libro sui massaggi erotici, in cui i testi erano quasi solo le didascalie delle fotografie.
Un po’ le fotografie di questi due tizi nudi, un po’ la vicinanza forzata, un po’ il suono delle voci, insomma dopo una decina di pagine io c’avevo un’eccitazione che facevo fatica a non saltarle addosso, ma anche lei si agitava sulla panca come se scottasse e ogni tanto le si spezzava la voce leggendo. Fu questione di un attimo: i nostri sguardi si incontrarono e ci gettammo uno contro l’altra, e ci baciammo a tutta bocca, mentre le mie mani gli frugavano nella camicetta e le sue correvano a sbottonarmi i pantaloni. Non aveva un seno abbondante, ma quanto basta per riempire le mani morbidamente, e devo dire, molto piacevolmente. Lei mi infilò la mano nelle mutande e prese a carezzarmi il pisello, già duro, in tutta la sua lunghezza e fino alle palle.
Finimmo di spogliarci alla svelta, come se ci fosse un’emergenza, quasi senza staccare le bocche: quando cominciai a carezzarle la passera, ad affondare un po’ col dito medio, mi accorsi che era davvero eccitata quanto me: era bagnatissima, la distesi sulla panca e infilai la testa tra le cosce, cominciando a leccarla a tutta lingua, stropicciandole il clitoride, riprendendo ogni tanto dal basso a percorrere le labbra, a volte indugiando in fondo nello spazio tra la fine delle labbra e il buco del culo, in cui poi ho cominciato a infilare la punta di un dito. Lei spalancava le gambe ad aprirmi la strada, e si contorceva dal piacere mugolando (a un certo punto ha detto “oddìo, ma sei un professionista!”, che mi ha fatto raddoppiare l’energia), ho continuato un bel po’ a leccarla, succhiarla, quasi a penetrarla col naso, finché ha improvvisamente stretto le gambe tappandomi le orecchie con le cosce e versandomi in faccia una dolce onda di calore liquido. Com’è bello far godere le donne!
Mi sono tirato su, e lei ancora ansante mi sorrise “adesso è il mio turno…” e mi distese a mia volta cominciando a carezzarmi il cazzo, a baciarlo in punta, a leccarlo per la sua lunghezza fino a titillarmi le palle mentre lo impugnava saldamente, se lo strusciava sulla faccia sorridente, se lo stava godendo, e piano se lo infilò in bocca, e cominciò a succhiare e andare su e giù piano. È andata avanti così per un po’, era così duro che credevo scoppiasse e grosso come non l’avevo mai visto, ma forse per il fatto che lei (strano a dirsi) non mi piaceva stavo durando un sacco senza venire. Le dissi di smettere, di venirmi sopra, e lei mi venne a cavalcioni infilandosi il cazzo duro con dolcissima facilità (era bagnatissima). Ma la panca era troppo scomoda in quella posizione, allora l’ho fatta distendere e tirandole su le gambe sopra le mie spalle ho cominciato a fare su e giù nella sua fica morbidissima (ma piuttosto stretta: non doveva aver avuto tante esperienze ancora); sono andato avanti un sacco senza venire e lei mi mugolò “sei l’amante migliore del mondo” (che son quelle frasi che fanno sempre piacere…) e dopo un bel po’ cominciò a pregarmi di venire, la sua fica pulsava in modo incontrollato e il respiro le si bloccò mentre sentii il cazzo inondato da un caldo piacere: il suo orgasmo mi dette la spinta decisiva e venni anch’io drizzando la schiena ed eiaculando getti di sperma mentre sentivo brividi di calore ovunque.
Ancora col fiatone mi poggiai al tavolo, e lei si tirò su appoggiandosi a me: “la più bella scopata della mia vita” mi mormorò. “Chissà, magari ne faremo una migliore…”
Non era bella, ma che passera!...

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