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I segreti di mia moglie 4
Al termine di questa ripresa ci fu un nuovo colpo di scena che mi lasciò ancora più sconvolto di quanto fossi dopo quello che avevo visto.
C’era Rocco Siffredi che parlava con Gino e Michela e gli faceva i complimenti per la performance della mia mogliettina dopodichè partì con una proposta:”Che ne dite di venire con me? Devo girare un nuovo film e sto cercando una attrice non professionista, un volto nuovo, e tu Michela hai le carte in regola per farlo, belle tette, bel culo, ti piace il cazzo e lo maneggi con passione. Staremo via per 15 giorni non di più”.
Gino e Michela si consultarono un attimo e poi accettarono con lei chiaramente e visibilmente entusiasta di questa nuova esperienza.
Il titolo del film? ROCCO SFIDA LA GIAMAICA!!!!!!!
Ebbene si! Quello che aveva fatto decidere Michela a partire per quell’avventura insolita era l’opportunità di togliersi una curiosità sessuale che la tormentava da quando aveva fatto quel pompino ad Ahmed. E cioè se veramente i negri sono superdotati ce l’hanno sempre duro e la loro sborra ha il sapore selvaggio dell’Africa. E in più qua si parlava della Giamaica terra del Big Bamboo e solo l’idea le faceva venire l’aquolina in bocca.
La trama del film era semplice: lei e Rocco Siffredi avrebbero impersonato marito e moglie in viaggio di nozze in Giamaica con lei ancora illibata in attesa della prima notte. Solo che Rocco si fa inizialmente trascinare fuori dal talamo nuziale dalle distrazioni sportive del villaggio turistico, e così intanto che lui si fa tutte le escursioni proposte dagli animatori, lei accetta tutte le altre “proposte” che gli animatori, tutti rigorosamente di colore, le fanno. Ma alla fine l’amore trionfa con la sfida finale fra Rocco ritornato finalmente dalla, anche se ormai non più illibata , mogliettina e gli animatori/stalloni del villaggio.
L’arrivo al villaggio turistico è sempre un bel momento, si vedono gli altri ospiti ma, soprattutto si conoscono gli animatori nel nostro caso quattro fusti giamaicani alti 1,90 con spalle da nuotatori addominali scolpiti ma soprattutto dei rigonfiamenti in mezzo alle gambe degni della fama dei Big Bamboo……
Partono le prime scene con Rocco che parte per un escursione di due giorni e lascia sola e incazzata Michela che voleva invece festeggiare la prima notte di nozze e invece deve accontentarsi del sole e della spiaggia.
Così indossato un bikini bianco con un tanga che metteva in mostra il suo bel culo tondo e un reggiseno a triangolo che oltre a nascondere molto poco delle sue favolose tettone sode con solo alcuni schizzi di acqua faceva risaltare i suoi capezzoli turgidi, si trascinò sulla spiaggia.
Dopo poco, sempre più annoiata decise di mettersi in topless e così sfoderò apertamente il suo seno prosperoso che non tardò ad ottenere l’effetto forse nascostamente desiderato.
Infatti si avvicinò a lei Karim, uno degli animatori, a chiederle come mai avesse quella faccia così annoiata e se poteva fare qualcosa per lei.
Cristiana, sempre più incazzata con Rocco, eccitata dalla situazione che la vedeva praticamente nuda di fronte ad uno sconosciuto che però sembrava avere tutte le doti, neanche particolarmente nascoste, per vendicarsi del marito, gli chiese se poteva fargli compagnia a bere qualcosa. Karim andò a prendere due cuba libre belli carichi e quando Michela gli chiese un posto dove poterli bere all’ombra lui la invitò nel suo bungalow che si trovava in un angolo del villaggio fuori dalle zone dove giravano i turisti. Michela si coprì appena le tette con un pareo trasparente e così sculettando con il seno che ballava impudicamente e già un po’ alticcia per il mix caldo ed alcool seguì imprudentemente Karim nel suo bungalow.
Qui appena entrati lui le tolse immediatamente il pareo e le sfilò il tanga lasciandola completamente nuda e cominciò a baciarla e a palparle il culo e le tettone i cui capezzoli si erano immediatamente inturgiditi per l’aria condizionata ma anche per l’eccitazione. Michela fece appena in tempo a dire: “fai piano sono ancora vergine”! che Karim aveva già sfoderata la sua arma.
“Sei fortunata donna bianca, ti farò assaggiare qualcosa che ti ricorderai per tutta la vita”. E dopo aver pronunciato queste parole fece inginocchiare Michela davanti a lui in modo che si trovasse il suo cazzo di fronte agli occhi. Spendiamo due parole sul cazzo di Karim: era veramente quello che si dice un gran bel cazzo lungo con una bella cappella e con le vene che aumentavano ancora di più la sensazione di potenza e soprattutto nero!!!! Sapevo che era questo particolare ad eccitare maggiormente Michela che infatti spalancati gli occhi di fronte a quella meraviglia della natura diede libero sfogo al suo istinto. Con una mano lo soppesò e cominciò a segarlo scappellandolo leggermente mentre con l’altra gli soppesava le palle, due vere palle da toro.
“Mhhhh! Ragazzo mio quanta abbondanza, mhhhh e che buon odore di selvatico, fammelo sentire in bocca che te lo intosto bene che non vedo l’ora di essere sverginata da un bel cazzo nero. Mhhhh! Promettimi che mi scoperai bene, alla faccia di quel coglione di mio marito. Io sono qui che ho voglia di cazzo e lui va a fare l’escursione………”
“Non preoccuparti signora, tu fammi un bel pompino, assaggia bene il sapore del cazzo nero che poi ti dò una ripassata alla fica che non mi darai mai basta”!”Parola di Mandingo”!
Detto fatto Michela prese in bocca quel cazzo già svettante e cominciò a spompinarlo con un lavorino di lingua labbra e gola soltanto perché con le mani si teneva aggrappata al culo muscoloso del negro che nel frattempo le pasturava le tettone.
“Oh Karim com’è buono il cazzo nero, ha un sapore acre e selvatico che mi fa bagnare tutta, mhhh!Pomp!Pomp!” E via che pompava assatanata come se volesse aspirargli anche i coglioni. “Mhhhh! Che bella cappella che hai, ti piace questo lavoretto di lingua che le sto facendo, mhhh”. E via che gli cesellava la cappella ormai tesa allo spasimo con la lingua stuzzicandogli tutte le vene tese fin giù a prendergli in bocca anche le palle.
Karim ormai con il cazzo di marmo che misurava almeno 25 cm la bloccò: “fermati, prima di scaricarti la mia sborra in bocca ti voglio sverginare così il primo cazzo che prenderai sarà il cazzo di un superdotato negro e la prima sborra che berrai sarà la sborra più densa e saporita che sentirai nella tua vita”.
Prese Michela la appoggiò su un tavolino e si portò le sue gambe sopra le spalle, in questa maniera lei gli offriva la sua fica aperta e pronta a ricevere il primo cazzo, e che cazzo, della sua vita. Karim le palpò delicatamente le tette poi impugnò la verga scura e puntò con decisione la fica ancora vergine di Michela.
Lei era lì che ansimava:”Si dammi il cazzo, sverginami, fammi sentire quel palo nero nella fica, fammi godere, rendimi donna e sarò la tua schiava fin che resterò qui”!
Karim indugiò un attimo a penetrarla e, illuminato nel volto, le chiese conferma: “sarai la mia schiava e io il tuo padrone?” “Si!Si! farò tutto ciò che vorrai ma scopami, scopami, fottimi come una puttana ma dammi quel cazzo nero”!
Così stimolato Karim appoggiò la cappella alla fessura illibata di mia moglie e iniziò a penetrarla, con due decisi colpi di reni già più di metà cazzo era dentro e al terzo deciso colpo Michela si ritrovò i primi 25 cm di cazzo della sua vita nella fica.
Dopo i primi spasmi di dolore cominciò a godere le lente ma profonde pompate del negro che estraeva il cazzo quasi per intero e poi glielo ripiantava giù fino in fondo e ad ogni pompata il piacere aumentava.
“Ti piace sentire tutto il Big Bamboo nella tua fichetta, eh puttana bianca. Ci chiamate negri con disprezzo ma quando vi scopiamo ve lo godete il cazzo nero, eh?” Nel frattempo gli massaggiava con delicatezza le tettone e gli stringeva i capezzoli turgidi.
Michela, ormai rilassata, era totalmente concentrata su quel cazzo che la penetrava instancabilmente come una trivella e pensava solo a tenere le cosce più aperte possibile per poter essere penetrata ancora più a fondo. Le pompate avevano ormai raggiunto un ritmo frenetico e Michela aveva già raggiunto il 9° o 10° orgasmo quando anche Karim si dichiarò pronto a sborrare. Sfilò il cazzo pronto ad esplodere dalla fica gocciolante di Michela, la costrinse in ginocchio e presala per i capelli le rovesciò la testa all’indietro. Così fatto avvicinò il cazzo turgido e pronto ad esplodere al suo volto e appoggiò la cappella paonazza sulla sua lingua protesa, bastarono poche lappate sull’uccello imperiale e partì una sborrata gigantesca, densa, cremosa e interminabile che ricoprì il volto di Michela e le scivolò anche sulle tette.
“Ahhhh! Che sborrata! Prendi in faccia tutta la sborra di questo negro! Ti piace eh, brutta troia! Alla puttana bianca piace farsi sbattere e poi sborrare in faccia dal cazzo nero, vero? Ti è piaciuto come ti ha sverginato questo cazzo nero?”
Michela travolta da quell’ondata di sperma, ascoltava Karim e intanto ossequiava quel siluro nero che le aveva sventrato l’imene e che l’aveva trascinata in una serie di orgasmi interminabili. Prese delicatamente il cazzo in bocca e lo leccò e succhiò avidamente fino a quando riprese dimensioni normali.
“Grazie uccello del paradiso adesso io sono la tua schiava, fai di me ciò che vuoi”.
“Bene” disse Karim,” stasera dopocena ti aspetto ancora qui e visto che i negri ti piacciono porterò compagnia”.
Continua

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