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La biondina tettona della chat! (storia vera)
Vagavo per il web, tra i profili di mille ragazze di una community della mia città (non faccio il nome per privacy), quando per caso finii sul profilo di una certa Ale, bionda, alta 1,70, occhi verdi ma soprattutto due tette che facevano sbavare solo a guardarle nascoste sotto le magliettine che indossava nelle foto del profilo. All'istante decisi di mandarle un messaggio privato per contattarla, ma ero scettico sul fatto che mi avrebbe risposto, ma tentai ugualmente, perchè tentar non nuoce.
Dopo pochi minuti ricevetti la su risposta, e sebrava al quanto entusiasta di aver ricevuto qualche complimento da un bel ragazzo come me. Ci messaggiammo per molto tempo fino a scambarci i numeri di cellulare, un traguardo che fino a poche ore prima non pensavo minimamente di raggiungere. Passammo i giorni seguenti tra sms e chat, ne passarono esattamente 12, fino a che decidemmo di vederci e di prenderci un caffè in un bar della mia città per guardarci dal vivo e passare un po di tempo.
Arrivò il fatidico giorno dell'incontro, una sera di Ottobre come tante altre e in me non c'era nessun tipo di emozione, perchè sapevo che dopo il caffè al bar con la tettona non sarebbe successo nulla, e sarei tornato a casa nelle stesse condizioni di quando ero uscito.
Arrivai sotto la casa, in una zona un po periferica della città, e questo già mi infastidiva, la strada da fare era tanta. La vidi uscire dal suo cortile con un giubbotto rosso che non lasciava intuire nulla, coperta fino al collo entrò in macchina e finalmente ebbi l'onore di conoscerla di persona. Due baci sulle guance, solita presentazione di rito, e subito in marcia verso un bar. Seduti al tavolino del bar con una cioccolata calda tra le mani, parlammo per un paio d'ore di tutto quello che ci riguardava, studio, lavoro, famiglia, i soliti argomenti noiosi e nulla di ammiccante o sensuale. Ad un certo punto mi chiese che era meglio andare via, perché era stanca del bar ed erano le 22:30, e che voleva tornare a casa. Nelle sue parole intuii che c'era qualcosa di strano, acconsentii e pagai il conto. Raggiungemmo la macchina parcheggiata poco distante, appena dentro, non feci in tempo a chiudere lo sportello che mi ritrovai la sua lingua nella mia bocca, iniziò a baciarmi con una voglia e una forza che mi spaventò in un primo momento! Ma accettai tutto, la baciai con la stessa forza, facendo dei giochi nella sua bocca, poi iniziai a scendere e iniziai a baciarle il collo, a leccarla e bagnarla tutta, gemeva, godeva solo con questi baci sul suo collo! Ma il sogno che avevo era quello di mettere le mie mani sulle sue tettone che tanto avevo sognato e desiderato guardare in tutti quei giorni. Non esitai, feci scendere la cerniera del suo giubbotto rosso, e in un attimo piantai la mia mano sinistra su quei due seni di una grandezza che mai avevo palpato prima. Inizia a fare dei massaggi su entrambe le tette mentre continuavo a baciarla sul collo, ma non mi bastava, saliva l'eccitazione di entrambi, la mia mano passò sotto la sua maglia, facendomi perdere il controllo della situazione, stringevo tra le mani una quinta naturale, tastavo i capezzoli turgidi il mio pene era nei jeans completamente scappellato che batteva fino a farmi male. A quel punto pensai, meglio trattenermi, non vorrei esagerare e prendermi magari un bel schiaffo, ma non finii nemmeno di pensarlo, mi sbottonò la cintura dei pantaloni e la cerniera, mi abbassò lo slip nero e lo uscii fuori tenendolo con una mano. Rimasi impassibile, bloccato dall'emozione, ormai le sue intenzioni erano chiare, voleva il mio cazzo. Si abbassò con la testa e mi iniziò a spompinare con una voglia tremenda, avevo il mio cazzo nella sua bocca calda, a contatto con la sua lingua che andava su e giù facendomi impazzire. Ad un tratto si bloccò, si alzò davanti a me e si sfilò maglia e reggiseno in un colpo, sbattendomi in facci due tettone che mai avevo visto prima, con due capezzoli enormi, rosa che coprivano gran parte della tetta e terminavo con un bel punterolo eretto che mi riempiva la bocca. Inizia a succhiarle, tastarle in tutti i modi, la mia testa era dentro due bocce enormi e mi provocava sensazioni indescrivibili, ma il massimo del piacere lo raggiunsi quando Ale si piegò davanti a me, prese le sue due tettone e infilò il mio cazzo nell'insenatura profondissima che le separava, iniziandomi a fare una spagnola da paura. Penso che lei fosse consapevole delle sue enormi tette e di quello che provocavano in un uomo, era consapevole del potere di una sua spagnola, sta di fatto che dopo 5 minuti di spagnola con i capezzoli che toccavano i miei inguini, non ce la feci più, le inondai di sborra tutto il seno, fu un esplosione incontenibile, la bagnai completamente. Una schizzata fu talmente forte che parte di quella notevole quantità della mia sborra le finì in faccia. Ero esausto e appagato a pieno e anche lei lo era perchè appena fini di farmi la spagnola, con il seno ancora sporco di sborra si alzò mi disse: "Era proprio calda, non l'avevo mai provata prima una sensazione così". Capii che era la prima volta che faceva una cosa del genere, da qui mi spiegai la tanta voglia che aveva. Quella sera dopo averla riaccompagnata, tornai a casa, cambiato. Finii per scopare con lei altre volte, tra mega spagnole e sublimi pompini, accompagnati da sborrate esagerate. Ma queste sono altre storie, la prossima volta vi scriverò per raccontarci l'esperienza di un bel pompino con ingoio.

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