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Marika e la lapdance
Gli operai avevano appena finito. Nella spaziosa sala con parquet, grande divano bianco e specchi a tutta parete, troneggiava un palo di acciaio saldamente ancorato a pavimento e soffitto: quella bella fica di Marika lo avrebbe usato per allietare gli amici con arrapanti spettacolini di lapdance durante i suoi festini molto privati.
Quel giorno, intanto, aveva già trovato il modo per pagare il lavoro degli operai “in natura”.
“ Signora noi abbiamo finito” disse uno dei due. “Ok arrivo subito” rispose Marika dall’altra stanza.
Dal corridoio accese lo stereo con un telecomando e sulle note di Love To Love You Baby di Donna Summer proruppe nella stanza sculettando come una maiala a ritmo di musica e puntando dritta verso il palo appena montato. Passando davanti ai giovani manovali girò la testa cercando il loro occhi, ammiccò con sguardo malizioso e guizzò fuori la lunga lingua da esperta leccatrice di cazzi. Era stupenda: vestita con un completino da infermiera puttana, i cappelli lunghi neri raccolti sotto una crestina bianca con la croce rossa, orecchini grandi a cerchio molto sensuali, un camice bianco attillato corto a scoprire appena un eccitantissimo reggicalze bianco e abbottonato a fare intravedere le poppe sode senza reggiseno, calze velate bianche e, ciliegina sulla torta, un fantastico paio di scarpine bianche con un vertiginoso tacco a spillo da grandissima baldracca.
Marika si spogliava in pubblico dall’età di 19 anni. Aveva iniziato un po’ per caso a una festicciola tra amici dove tra alcool e musica si era convinta a deliziare i presenti con uno spogliarello da favola. Uno di loro era proprietario di alcuni locali in città e, dopo averla scopata per bene in ogni buco, la scritturò immediatamente. Ogni volta che Marika saliva sul palco la fica le si allagava come a una cagna in calore. A volte in un unico numero riusciva ad avere fino a 3 o 4 orgasmi. Gli spettatori credevano che fingesse e si arrapavano così tanto che le infilavano banconote dappertutto. Più lei veniva pagata e toccata e più godeva: un circolo vizioso a cui non era più riuscita a rinunciare.
Oggi, a soli 23 anni, era una navigata professionista dello striptease e non solo: di tanto in tanto organizzava festini privati a pagamento con grandi scopate collettive. In pochi anni aveva preso centinaia di cazzi e leccato centinaia di fiche.
Anche quel giorno non faceva eccezione, appena i due aitanti operai erano entrati in casa la troia aveva deciso che se li sarebbe fatti per bene. Si era truccata come una puttana e vestita di tutto punto per la sua esibizione. Ora stava ancheggiando e ballando per quei due giovani che nel frattempo di erano accomodati sul divano e la ammiravano rapiti.
Senza smettere di ballare disse con la sua voce sensuale “Beh ragazzi, adesso vediamo se questo palo è montato bene e poi monterò anche sui vostri …”
La vacca aveva rivolto la schiena ai due per mettere in mostra il suo bel culetto tondo e sodo e i bei tacchi a spillo da battona stando ben attenta che, durante la performance, i ragazzi vedessero sempre la sua faccia da porca mentre la sua lingua leccava il palo alla stregua di un grande cazzo e guizzava roteando nell’aria.
I due stavano andando su di giri, i loro cazzi erano duri sotto i pantaloni. Quel rigonfiamento in mezzo alle gambe aveva talmente eccitato Marika che si era svaccata come una mignotta ballando e dimenandosi senza alcun ritegno.
“Ooohhh… vi piace lo show? Dai ragazzi … fatemi vedere come ce l’avete duro …”
I due si tirarono fuori il cazzo e iniziarono a toccarsi, lei si mise a quattro zampe e mostrando il culo faceva intravedere le mutandine trasparenti sotto il succinto camice da infermiera. Così, sul pavimento, alla pecorina roteava il suo bel culetto sodo mostrando la lingua mentre gli operai si stavano smanazzando senza ritegno.
Camminando a quattro zampe, lentamente si avvicinò a quelle due nerchie lunghe e turgide e iniziò a leccarle con piccoli e rapidi colpetti di lingua. Alzando gli occhi per vedere le loro facce godute ebbe un’imprevista sorpresa: i due maiali si stavano slinguazzando tra di loro. Marika non ci poteva credere, si allontanò per godersi la scena e disse “Ahhh ma allora siete due porcellini…” e continuò a ballare e ancheggiare intorno al suo bel palo nuovo. Intanto i due operai si erano completamente denudati e stavano accarezzandosi vicendevolmente i cazzi durissimi continuando a guardare lo spettacolo.
A un tratto uno dei due si abbassò dolcemente e iniziò a spompinare l’altro che ansimava eccitato. La puttana guardava a sua volta quello spettacolo mente ammirava sé stessa riflessa negli specchi vestita come un’infermiera troia e disse: “Dai bei frocetti fatemi vedere un bel 69”. I due non se lo fecero ripetere e, sdraiati sul divano, iniziarono a spompinarsi a vicenda. Marika, appoggiando la schiena al palo e sculettando, di accucciò a terra e, restando completamente vestita, iniziò a toccarsi il clitoride turgido da sopra le mutandine e ad ansimare dal godimento.
Intanto i due sul divano si sbocchinavano leccandosi il buco del culo e infilandosi due o tre dita nello sfintere. Appagati da quel giochino tornarono a sedersi e uno dei due disse “Dai puttana adesso facci vedere come ti spogli !”.
Marika si alzò e, iniziando dal basso, iniziò a sbottonarsi lentamente il camice senza mai smettere di muovere il culo e esibire il suo vasto repertorio di facce da porca.
Camminava per la stanza ancheggiando come una battona, roteava sul palo slanciando in alto le gambe e mostrando le calze e i tacchi a spillo, fino ad arrivare all’ultimo bottone, quello che teneva il camice chiuso sulle poppe gonfie e sode. A quel punto non lo slacciò: tirò di scatto le braccia all’ indietro appoggiandosi al palo con la schiena e portò il petto in fuori: il bottone, cucito ad arte più lento, saltò via di colpo liberando i capezzoli della giovane troietta.
Per i due era troppo, ormai avevano perso il controllo. Il più muscoloso si alzò e si impalò sul cazzone dell’altro che intanto lo masturbava da dietro. Come godevano! Marika sempre più bagnata ed eccitata continuava lo strip: si tolse lentamente il camice, poi mostrando bene il culetto inguainato nelle mutandine e nel reggicalze portò le mani alla testa e, sempre danzando in modo sinuoso, tolse la crestina e sciolse i cappelli neri e lunghi liberandoli sulla schiena. Era una fica stratosferica e lo sapeva, anche per questo non esitava a mostrarsi in tutta la sua sconfinata porcaggine.
Si tolse un orecchino a cerchio e lo infilò sul cazzo duro del porco che se lo stava prendendo tutto nel culo, iniziò a giocare con la cappella e a masturbarlo con quel metallo freddo fino ai coglioni, poi prese il cazzo in bocca e lo fece sparire nella sua gola. Nel frattempo l’altro aveva tirato fuori il suo bastone duro dal culo dell’amico e Marika iniziò a sbocchinarli entrambi, poi si fece spazio e si mise alla pecorina sul grande divano, iniziò a farsi leccare la fica da uno e il buco del culo dall’altro.
Sentiva quelle lingue calde dentro ogni orifizio e la fregna sbrodolava copiosamente.
Mentre leccavano la fica e il culo di quella mignotta, i due avevano trovato il modo, uno sopra l’altro, di piantarsi nuovamente il cazzo nel culo.
Nella stanza rimbombavano guaiti animaleschi mentre il godimento stava arrivando alle stelle. All’improvviso, repentinamente, Marika urlò: “Ooooooohhhhoooooooo, veeeee….veeeee…..veeeeeeeeeeengoooooooooooooo”. Un getto di sborra calda schizzò dalla fica della puttana investendo in piena faccia uno dei due operai ancora intento a leccarle sapientemente la vagina, poi il clitoride ed ancora la vagina.
Il giovane che, mentre leccava, stava pompando il culo del suo amico, preso alla sprovvista, fu lì lì per sborrare, ma si trattenne. Tirò fuori il cazzo dallo sfintere caldo dell’altro e si sedette sul divano, in attesa degli eventi.
Intanto Marika era nuovamente in piedi davanti a loro e disse: “Wooww ragazzi mi avete proprio fatto godere, adesso come ricompensa lo spettacolino continua…” così dicendo sulle note della musica che continuava a risuonare nella sala, ricominciò a ballare esibendo il proprio corpo. Si sedette su una piccola cassapanca appoggiata al muro e si sfilò con grazia e sensuale maestria le scarpine bianche con il tacco a spilllo, le calze bianche (giocò per ben 5 minuti con il reggicalze prima di slacciarlo), aprì la cassapanca, ne estrasse un paio di stivaloni bianchi con tacco a spillo in argento e speroni e li indossò.
I due operai erano estasiati e stavano per i riprendere in mano i loro cazzi duri quando arrivò il rimprovero: “No, no , no … i cazzi non si toccanno … mi guardate e basta!”. I due annuirono in balìa di quella porca.
Con quegli stivaloni Marika sembrava una battona da strada e, rivolgendo la schiena al suo piccolo pubblico, muovendo il culo, si sfilò il reggicalze per poi indossare un body bianco aderente e scosciato, una catenina d’oro intorno ai fianchi e un cappello da cow girl. La principale specialità di quella porcona era cambiare look anche 3 o 4 volte durante uno show, questo eccitava i maschi come dei mandrilli.
Era arrivato il momento clou dello spettacolo Marika portò in mezzo alla sala una fucking machine appena comperata su internet, a forma di sella, con un set di cazzi intercambiabili di tutte le dimensioni. Si impalò su un enorme dildo rotante urlando e muovendosi come una vacca in un porno rodeo.
“Dai porci che non siete altro, venite qui con quei i pali duri”. I due si alzarono e si avvicinarono a Marika che, senza smettere di cavalcare ansimando, iniziò a leccare e ciucciare quei randelli di carne ormai gonfi di sborra.
Spompinando a dovere uno dei due disse guardandolo negli occhi: “Lo so cosa ti piacerebbe: vorresti impalarti sul mio bel cazzone vero?”. Lui annuì. La maiala scese dalla sella e l’operaio si piantò tutto il cazzo di gomma nel culo mentre leccava il cazzo al suo amico e contemporaneamente veniva sbocchinato da Marika.
Tutti i cazzi erano in bocca, tutti gemevano e godevano. La spogliarellista puttana succhiava con voluttà. Il primo a sborrare fu l’operaio in piedi, direttamente nella bocca del suo amichetto. Marika fece in tempo a sentire “Oooooohooooooo sbrooooodoooooooo” alzo gli occhi e video litri di sborra colare dalla bocca dello stronzo che stava a sua volta spompinando. A quella vista si cacciò tre dita nella fica e … “mmmmmppphhhh mmmmmmmmmmmhhhhh “ ebbe un orgasmo multiplo senza mollare neanche per un secondo la nerchia che aveva in bocca.
Il giovane rimasto, un cazzo finto nel culo e il suo nella bocca di Marika non resistette oltre, anche perché il suo amico avevo preso a leccargli le palle e sliguazzargli l’asta turgida per quel poco che fuoriusciva dalla bocca della zoccola.
“Goooooooooooodddddoooooooooooooooo, bastaaaaaardiiiiiiiiii, siiiiiiiiiiiiiiii …” . La sborra schizzò dappertutto. In faccia e sulle tette di Marika, in faccia all’amichetto frocio, sulla sella cazzuta, che fu sapientemente pulita dalla troia con abili slinguazzate sulla sborra calda. Dopo l’amplesso tutti di sdraiarono per terra esausti certi che quello non sarebbe stato l’ultimo lavoretto che avrebbero fatto a casa di quella puttana di Marika.

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