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Schiava dell'ex 2
Ho visto che la mia prima storia è piaciuta abbastanza a chi l'ha letta. Ho pensato quindi di raccontare un altro episodio del tormentato ritorno con il mio amato.
Per chi non ha letto il primo capitolo, le cose funzionavano così: lui mi chiamava, fissando l'appuntamento, poi mi passava a prendere e, arrivati nel suo appartamento, faceva di me ciò che voleva. Un giorno si ripeté lo stesso schema ma, quel pomeriggio, non volle godere abusando della mia bocca o del mio sedere. Mi prese delicatamente, mi spogliò lentamente del vestitino che indossavo e iniziò a baciare il mio corpo da sopra la biancheria intima e le calze a rete. Me le sfilò lentamente, poi prese a baciarmi partendo dal piede fino all'interno coscia. Ero tutta un fremito, ero bagnata e già ansimavo. Passò a baciarmi teneramente la pancia. La sua delicatezza mi fece dimenticare che mi aveva fatto fare cose contro la mia volontà, e che l'avrebbe fatto ancora. Risalì fino al mio viso, mi baciò intensamente, poi mi tolse il reggiseno e cominciò a mordere e succhiare i miei capezzoli. Poi passò più giù, mi tolse le mutandine e cominciò a leccarmela, provocandomi violenti tremori, e a penetrarmi con la lingua. Venni una volta, poi decise di alzarsi. Rimase nudo, poi si avvicinò e iniziò a penetrarmi con delicatezza, poi sempre più forte. Iniziò a stantuffare come un ossesso, eravamo entrambi in preda a spasmi di godimento. Venni un'altra volta, la mia figa era un lago. Lui stava per venire, lo sentivo dai gemiti che emetteva. Stava per uscire, quando decisi di metterlo sotto. Lui non si oppose. Iniziai a cavalcarlo, sempre più veloce, fino a quando non si contrasse e sentii il caldo della sua sborra dentro. Mi alzai e ripulii alla svelta con la bocca il suo bel cazzo. Ci abbracciammo come due innamorati, poi mi riportò a casa. Ci salutammo con un bacio.
Anche il giorno dopo ci trovammo, mi leccò e baciò tutto il corpo, e facemmo l'amore, venendo più volte. Dopo il terzo orgasmo gli diedi anche il culo, e dopo un altro violento orgasmo lo feci venire tra le mie labbra bevendo avidamente il suo nettare.
Le vere sorprese però dovevano ancora arrivare.
Dopo qualche giorno mi venne a prendere con fare misterioso. Mi disse che dovevamo fare un gioco nuovo. Mi disse che dovevo bendarmi e seguire tutte le sue istruzioni. Acconsentii. Mi bendò e, prima di partire, mi infilò una mano tra le cosce, fino a spostare le mutande e penetrarmi con due dita. Pochi secondi e partì, lasciandomi un'eccitazione crescente e un po' di preoccupazione per questo "gioco nuovo". Ci fermammo, mi aprì la portiera e mi guidò lui, tenendomi per mano. Mi fece sedere su una sedia, poi mi disse di non togliere la benda e sparì per alcuni minuti. Sentii dei passi, ma non parlai. Mi legò le braccia e le gambe, aperte, alla sedia. Non potevo più muovermi. Sentii un fiato sulla mia vagina, prima che una lingua estranea cominciasse a leccarla. Cacciai un urlo, strozzato dai gemiti di piacere. - Tranquilla! - mi disse subito il mio lui, sostituendosi a quello straniero, - è il mio nuovo gioco. Sai che devi obbedire. -
Subito dopo un cazzo si avvicinò alle mie labbra, vi premette contro e, mio malgrado, dovetti accogliere il membro di buone dimensioni. Iniziai a pompare, soffocando con esso i gemiti provocati dalla lingua. Quello che avevo in bocca mi tenne ferma la testa e cominciò a scoparla sempre più velocemente, fino a venire. Quando venne rimase fermo, costringendomi ad ingoiare tutto con una smorfia di disgusto. Solo quello del mio amato era divenuto nettare. Pensai fosse finita, ma un altro cazzo si avvicinò alla mia bocca. Venni slegata e messa alla pecorina. Il mio amato mi inumidì il buchetto, preparandolo al suo ingresso. L'altro mi lasciò fare, e cominciai a succhiare con avidità. - Troia! - cominciarono a chiamarmi. Non m'interessava, volevo solo godere il più possibile. Ebbi un sussulto quando il mio amato cominciò ad entrare, ma poi mi ripresi e misi maggiore impegno nella pompa. Però non mi aspettavo che quello che era venuto si fosse ripreso e, messosi sotto di me, cominciasse a penetrarmi in figa. Mi sentivo spaccata in due, lacerata dal piacere, i miei tre buchi occupati da due sconosciuti, tutto organizzato da quell'infame. Volevo che tutti venissero dentro di me. Iniziai a muovermi e a metterci maggiore impegno. Il mio lui e quello che stavo pompando si scambiarono per alcuni minuti, poi il mio lui mi penetrò in figa e l'altro tornò a chiedermi di accoglierlo in bocca. Erano vicini tutti e tre all'orgasmo, ed io ero venuta già tre, o quattro, o cinque volte. Il piacere mi annebbiava la mente. Poi, all'improvviso, quello in bocca venne di nuovo. - Ferma! - mi disse il mio amato. Continuò a penetrarmi, ma quello che avevo in culo uscì e cominciò a farsi pompare. Feci fatica, con la bocca piena di sborra, ma lo feci venire di nuovo nella mia bocca. Aspettai il nettare più gustoso. Il mio lui si alzò, mi prese la testa e mi scopò la bocca diversi minuti. E infine venne, copiosamente, mischiando il suo sapore agli altri due. Un po' a fatica ingoiai il tutto. Tolta la benda, vidi che gli altri due erano già scappati.
Nonostante avessi il corpo, e sopratutto il buchetto indolenzito dissi al mio uomo: - Chissà, qualche volta si potrebbe riprovare... -

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