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Ultimo Trimestre III
Ormai erano passati quasi due mesi dall'inizio del mio viaggio alla ricerca del piacere e mio marito non faceva più caso alle mie scappatelle e viveva con gioia l'amore di quei giorni.
Una sera andammo in discoteca con un gruppo di amici, facevano musica anni 80-90. Ballammo e ci divertimmo un sacco. Volevo sentirmi provocante e così indossai un miniabito attillato e molto scollato, scarpe alte e sotto niente regiseno e un microperizoma.
Quella sera rimasi turbata dalla bellezza del barista, un ragazzo turco di appena 28 anni, con i capelli e gli occhi chiari che si stagliavano contro una carnagione olvastra.Non mi tolse un attimo gli occhi di dosso d'altronde io ballavo in modo molto provocante. Mio marito accortosi della situazione iniziò a palparmi il culo e le tette come a voler sottolineare il suo possesso. Dopo ore che ballavo mi avvicinai al banco a bere qualcosa. Iniziai dunque a civettare col barista mentre sentivo addosso gli occhi di mio marito. Gli dissi quindi di raggiungermi dopo 5 minuti nel bagno delle donne, come la più classica e squallida delle situazioni. Entrai in bagno e chiusi la porta, la musica era attutita ora. Mi guardai allo specchio cercando di capire cosa mi era successo, come mai ero diventata così, che cosa stavo facendo. I miei pensieri vennero interrotti dal barista che entrò. Fu subito dietro di me, davanti allo specchio. Spingeva contro di me la sua eccitazione mentre mi aveva già tirato fuori i senti che toccava avidamamente facendomi sussultare dal dolore e dal piacere ogni volta che strizzava forte i capezzoli. Mise una mano in tasca e tirò fuori un preservativo, e mentre lui lo indossava io sollevai la gonna del mio abito fino in vita e tolsi il perizoma. Lui mi prese così appoggiata al freddo marmo del lavandino del bagno della discoteca. Mi sollevò di peso e mi fece entrare il suo enorme pene (sia lungo che largo) in vagina che nonostante fosse ben bagnata fece qualche resistenza. Inarcai la schiena dal piacere e lui mi leccò e mordicchiò i capezzoli mentre mi scopava con infinita maestria. Le sue mani sui miei glutei a spingermi ancora più vicino a lui, il suo pene nella mia vagina che la riempiva tutta e ne dava una continua stimolazione al famoso punto "G" e la sua bocca attaccata ai miei capezzoli. Non mi ci volle molto per venire, urlavo dal piacere come non mi ero mai sentita urlare. Ci staccammo per un attimo, lui si sedette su un water e mi invitò a sedermi su di lui, di schiena. Un paio di colpi ancora e poi mi fece alzare di nuovo, appoggiare al muro, mentre lui con i miei umori mi inumidiva l'ano. Capìì che lo avrebbe preso ed ebbi paura visto le sue dimensioni, ma la sua bravura anche solo con le mani nel mio piacere mi fece tacere. E così dopo aver appoggiato la sua cappella al mio ano diede un colpo secco di reni entrando tutto d'un botto. Urlai dal male. Lui si muoveva piano, buttando tutto il suo peso su di me, toccandomi ancora i seni e facendomi godere. Senza che ci staccassimo si sedette nuovamente sul watere e io su di lui, di schiena. Lui con una mano continuava a stringermi un seno mentre con l'altra mi sgrillettava,e io dal piacere inarcavo la schiena, facendo entrare ancora più in profondità il suo grosso pene fin dentro le mie viscere. Ansimavamo entrambi molto rumorosamente. A un tratto sentimmo aprirsi la porta e restammo immobili, in silenzio, con lui dentro di me, aspettando che chi era entrato uscisse. E invece la porta del nostro bagno si apre e vedo mio marito che era venuto a cercarmi. Mi guarda, quasi non sapendo cosa fare, impalata nel culo da uno di cui non so neanche il nome, in evidente stato di goduria. Mi chiede:"Vuoi godere, amore? Forza tiramelo su!" Il mio compagno di avventura rimane immobile, impaurito per una reazione che non ci fu. E così dicendo mio marito lo tira fuori, non moscio ma neanche troppo eccitato. Lo prendo in bocca e lo tiro su così come mi ha detto di fare. Il barista a quel punto continua a scoparmi con più voga e a strapparmi quasi via i seni. Mio marito esce dalla mia bocca ed entra dentro di me. Non avevo mai avuto una doppia penetrazione e non credevo fosse così intenso il piacere che si prova. Ogniuno dei due peni sembra ancora più grande,e veramente si tutte piene. Iniziarono a muoversi all'unisono mentre mio marito mi diceva cose che non mi aveva mai detto tipo "cagna in calore, vuoi il cazzo, eh? Prenditi allora anche il mio di cazzo? Fammi godere anche me così come fai con gli altri, troia, sei solo una troia". Capivo che le sue parole erano un misto di eccitazione e dolore, che le pensava veramente. Ma in quel momento il mio piacere fisico ebbe il soravvento e venni urlando con un orgasmo fortissimo che mi sconquassò tutta. Mio marito si staccò da me, e il barista, che nel frattempo era venuto anche lui nel suo preservativo, si affrettò ad andarsene. Mi stavo ricomponendo quando mio marito mi disse "eh no Anna, non così in fretta!". Mi prese per i capelli e mi mise in bocca il suo pene pieno dei mie umori, non sapevo avessero un sapore così agre. Mi venne in bocca e mi impose di bere tutto. Il sapore non mi piacque per niente ma quel senso di sottomissione si, così lo accontentai e lo pulì bene. Tornammo a ballare tutta la notte e nessuno dei nostri amici si accorse di niente.

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